Adesso anche questa l’ ho vista: il titolo del tema della maturità sbagliato. Non ci sono veramente parole, solo scuse doverose a Montale. Gli esperti di letteratura del ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca nello scegliere una delle poesie meno conosciute di Eugenio Montale - Ripenso il tuo sorriso, tratta dalla raccolta Ossi di seppia, pubblicata 1925 - non si sono probabilmente resi conto loro che il testo del poeta ligure era dedicato al ballerino russo Boris Kniaseff, come testimonia la dedica "a K", e non ad una donna.
Nella traccia proposta ai candidati alla maturità - relativa all'analisi del testo letterario - si chiede, invece, di individuare nei 12 versi poetici la "visione della realtà" di Montale, premio nobel per la letteratura nel 1975, e quella del "ruolo salvifico e consolatorio della figura femminile".
Sarebbe bastato leggere il quinto verso 'Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano'. Quel “o lontano” è chiaramente un vocativo maschile altro che ruolo salvifico della figura femminile…..
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Ripenso il tuo sorriso, da Ossi di Seppia di Eugenio Montale .
"Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.
Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovinetta palma..."
